Does heart disease begin in childhood?

'Statistically significant association' found between vitamin D levels, non-HDL cholesterol in kids

Date:
July 15, 2015
Source:
St. Michael's Hospital
Summary:
A 'statistically significant association' between higher vitamin D levels and lower non-HDL cholesterol in kids has been found by researchers. There has been evidence that low vitamin D levels in adults are linked to cardiovascular disease, as well as other health issues such as obesity, hypertension and diabetes. But that link hadn't been studied in children.

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Il Ministero della Salute pubblica una nota esplicativa delle "Linee guida di indizzo in matera di certificati medici per l'attività sportiva non agonistica", emanate con Decreto dell'8 agosto 2014.
La nota risponde soprattutto alle numerose richieste di chiarimenti che giungono all'Amministrazione sulla sussistenza o meno dell'obbligo della certificazione per coloro che svolgono attività sportive non agonistiche organizzate dal Coni, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.
La nota specifica che per "coloro" si intendono le "persone fisiche tesserate" e che le "definizioni riguardano esclusivamente i tesserati in Italia".
Il Coni provvederà, inoltre, a fornire indicazioni entro fine ottobre per distinguere tra le diverse tipologie di tesseramento, in modo da limitare l'obbligo di certificazione ai "tesserati che svolgono attività sportive regolamentate" ed esonerare i tesserati "che svolgono attività sportive che non comportano impegno fisico" e quelli che "non svolgono alcuna attività sportiva".
La nota, inoltre, ribadisce che non sussiste obbligo di certificazione per chi esercita attività ludico-motoria.
Consulta:
Nota esplicativa del 16 giugno 2015

http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=0&codLeg=52207&parte=1%20&serie=

Linee guida

 http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=50321&articolo=

 Vai al sito del Ministero della Salute

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2127

 

Certificati medici e attività non agonistiche. Ministero: “Obbligo solo per tesserati che svolgono quelle regolamentate”. Entro 31 ottobre le indicazioni del Coni

Attraverso una nuova nota di chiarimento viene ribadito come “non sussiste obbligo di certificazione per chi esercita attività ludico-motoria”. Per quanto riguarda l’attività non agonistica il Ministero chiarisce che l’obbligo riguarda solo “le persone fisiche tesserate in Italia che svolgono attività regolamentate”. Ma sarà il Coni a dover fornire le indicazioni precise entro la fine di ottobre.

LA NOTA

FONTE: quotidianosanità.it

mercoledì 10 giugno 2015 13.21 - AGI

(AGI) - Washington, 10 giu. - Una singola dose di vaccino contro l'HPV offre la stessa protezione di due o tre dosi contro le infezioni responsabili del 70 per cento dei tumori del collo dell'utero. Almeno questo e' quanto emerso da uno studio americano del National Cancer Institute, pubblicato sulla rivista Lancet Ocology. I ricercatori hanno analizzato i dati di due studi clinici che hanno coinvolto oltre 7.400 donne sane di eta' compresa tra i 18 e i 25 anni e oltre 18.600 donne sane di eta' compresa tra i 15 e i 25 anni provenienti da tutto il mondo. Dai risultati si evince che il vaccino e molto efficace contro le infezioni da Hpv, indipendentemente dalle dosi ricevute. "I nostri risultati mettono in dubbio il numero di dosi di vaccino HPV veramente necessarie per proteggere la maggior parte delle donne contro il cancro del collo dell'utero, e suggeriscono che deve essere ulteriormente valutato un programma che prevede un'unica dose", ha detto Aimee Kreimer, che ha coordinato lo studio. "Se una dose e' sufficiente - ha continuato - potrebbero ridurre i costi di amministrazione e di vaccinazione. Questo e' particolarmente importante nelle regioni meno sviluppate del mondo dove si verificano piu' dell'80 per cento dei casi di cancro cervicale".

 mercoledì 10 giugno 2015 12.58 - Italia

 Il Board del Calendario della Vita ha preso in esame negli ultimi mesi la letteratura scientifica e i dati presentati in due web conferences dalle aziende produttrici dei vaccini pneumococcici coniugati per l’infanzia a 10 valenze (PCV10) e a 13 valenze (PCV13). Successivamente, alle aziende sono stati posti quesiti che sono stati oggetto di specifici approfondimenti.
L’ampio ed articolato dibattito che si è in seguito sviluppato ha portato alle seguenti considerazioni in merito alle strategie vaccinali contro lo pneumococco per l’infanzia, che sono unanimemente condivise dalle Società rappresentate nel Calendario per la Vita (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica – SitI; Società Italiana di Pediatria – SIP; Federazione Italiana Medici Pediatri – FIMP; Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – FIMMG):

Le malattie pneumococciche rappresentano con ogni probabilità le patologie più multiformi e complesse tra quelle prevenibili mediante vaccinazione. Per tale motivazione, il formarsi di certezze riguardo alle potenzialità preventive dei diversi vaccini che si sono resi via via disponibili è processo lungo e difficoltoso, reso possibile solo con il progressivo accumulo di informazioni e studi.

La scelta di indicare il PCV13 quale unica possibilità per le strategie di immunizzazione infantile è stata storicamente motivata sia dall’iniziale mancanza della schedula 2+1 tra le indicazioni in scheda tecnica per il PCV10, sia dall’opportunità di garantire la massima protezione possibile alla popolazione pediatrica.

Vi sono numerose esperienze riguardo all’efficacia sul campo di PCV13, che è stato generalmente applicato in Paesi nei quali era stato precedentemente utilizzato il vaccino 7-valente (PCV7). Il vaccino PCV13 si è dimostrato in grado di ridurre rapidamente il carico di malattia da sierotipi emergenti, incluso il tipo 19A, divenuto tra i più rilevanti anche nella nostra situazione epidemiologica.

I dati progressivamente accumulati a seguito dell’utilizzo di PCV10 in diversi Paesi del mondo costituiscono un importante progresso delle conoscenze scientifiche e delle informazioni sull’impatto di sanità pubblica di tale vaccino. Indubbiamente, là dove utilizzato su larga scala, PCV10 ha dimostrato di essere in grado di ridurre in modo significativo le forme di malattia invasiva, di polmonite e di otite legate ai sierotipi contenuti nel vaccino.

I dati di protezione crociata disponibili per PCV10 nei confronti dei sierotipi 19A e 6A sono interessanti e la loro conferma in diversi contesti e su esperienze numericamente più ampie deve essere attentamente monitorata. Tuttavia, i dati di sorveglianza epidemiologica nelle nazioni che utilizzano PCV10, PCV13 o i due vaccini in diverse regioni del paese non appaiono univoci, lasciando attualmente margini di incertezza sulle implicazioni del fenomeno della cross-protezione in termini di impatto di sanità pubblica, né sono disponibili informazioni consolidate sulla durata di tale effetto. Peraltro, l’effetto di cross-protezione verso altri sierotipi non è presente nella scheda tecnica di PCV10.

Mentre sono note situazioni in cui Paesi che utilizzavano precedentemente PCV10 sono passati a PCV13, non risulta che alcun Paese ad oggi sia passato da PCV13 a PCV10, rendendo perciò non valutabili le conseguenze di sanità pubblica di tale decisione. Peraltro, non vanno trascurate le possibili problematiche di carattere medico legale che potrebbero conseguire al verificarsi di casi da sierotipi presenti nel PCV13 e non presenti nel PCV10 nell’eventualità di passaggio da utilizzo di PCV13 a utilizzo di PCV10 nei programmi di vaccinazione dell’infanzia.

 Per le motivazioni sopra esposte, il Board ritiene che le proprie raccomandazioni riguardo alla vaccinazione anti-pneumococcica dell’infanzia indicate nel Calendario per la Vita 2014 rimangano tuttora valide. Ribadisce anche la propria costante primaria attenzione a tutte le novità scientifiche e ai dati di sorveglianza sulla malattie prevenibili con vaccinazione. Il Calendario per la Vita verrà aggiornato sulla base di eventuali nuove evidenze scientifiche.

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